Funghi fai da te

Tuesday, 11 April 2017 15:45 Written by 

 

Il fungo: un prodotto della terra che fin dall’antichità ha suscitato l’interesse dell’uomo, per utilizzi gastronomici, medicinali e a volte addirittura “magici”. Basti pensare che i romani li consideravano “cibo degli Dei”. Con il passare del tempo l’interesse mostrato nei confronti dei funghi anziché ridursi è cresciuto sempre più e il problema da risolvere divenne: come riuscire ad avere funghi a disposizione indipendentemente dall’andamento delle stagioni e dalle condizioni climatiche? Ecco come nacque l’idea di dare inizio alla coltivazione dei funghi. Vi siete mai chiesti com’è possibile che questo avvenga? Sapete perché è più probabile imbattersi in una coltivazione di Champignon piuttosto che ad una di porcini?

 I funghi, in base alla loro “dieta” si classificano in saprotrofi, simbionti e parassiti:

 -     I funghi simbionti per sopravvivere necessitano della presenza di una pianta con la quale instaurare un rapporto di mutuo vantaggio, scambiandosi sostanze nutritive e risultando l’uno indispensabile all’altra. Il caso più famoso di fungo simbionte è il porcino (Boletus edulis e relativo gruppo), uno dei funghi più pregiati e ricercati dal punto di vista commerciale.

 -     I funghi saprotrofi sono quelli che utilizzano come nutrimento la materia organica presente nel substrato, sia essa di origine animale o vegetale: sono proprio questi i più facili da coltivare. Infatti, grazie ai loro enzimi, riescono a digerire sostanze organiche, come ad esempio quelle contenute nel legno o nel suolo, tramutandole in sostanze facilmente assimilabili da utilizzare per la propria crescita. Alcuni esempi sono gli champignon (Agaricus bisporus), gli orecchioni (Pleurotus ostreatus), i cardoncelli (Pleurotus eryngii) molto apprezzati nel sud Italia, il fungo del muschio (Volvariella volvacea) e il pioppino (Agrocybe aegerita).

      -       Il terzo gruppo, quello dei parassiti, comprende funghi che vivono e si accrescono a discapito di altri organismi viventi,  animali e vegetali.

I funghi ad oggi coltivati, salvo rare eccezioni, appartengono al gruppo dei saprotrofi: una volta individuate le esigenze nutrizionali e climatiche è possibile riprodurne lo sviluppo in appositi stabilimenti, chiamati “fungaie”. Ma non solo… oggi è possibile acquistare kit pronti e i funghi si possono coltivare direttamente a casa e con estrema facilità.. basterà averne cura, come si fa con una pianta!

Il substrato di crescita viene preparato da aziende specializzate e la composizione chimico-fisica varierà in base alla specie coltivata. Generalmente vengono utilizzate materie prime abbondanti come vari tipi di letame, paglia, fieno, gesso agricolo e acqua. Varie miscelazioni di queste sostanze vengono opportunamente fermentate in grandi macchine fino alla completa maturazione del substrato, che sarà così pronto per la fase successiva: la pastorizzazione, un trattamento a temperatura di circa 70°C necessario per eliminare i funghi competitori. Una volta pronto, il substrato viene seminato con il micelio del fungo, suddiviso in apposite confezioni e commercializzato ai coltivatori.

Sarà sufficiente mantenere la scatola (facilmente reperibile in alcuni supermercati o su internet), preparata come da istruzioni presenti sul kit acquistato, all’ombra ad una temperatura compresa tra i 12 e i 28°C, in giardini, terrazze, verande, balconi o anche in casa, in un punto sufficientemente illuminato, dove il terriccio dovrà essere nebulizzato con acqua ogni qual volta esso tenda ad asciugarsi. In condizioni idonee nel giro di 10-15 giorni si potrà notare la prima “volata” di funghi, di norma seguita da altre due. Non resta che comprare il kit e…. buon appetito!

Le moderne conoscenze scientifiche hanno permesso anche la messa a punto di speciali tecniche per la riproduzione artificiale di funghi simbionti, attraverso la micorrizazione di alcune piante in appositi vivai forestali. E’ stato dimostrato che queste piante micorrizate in vivaio, oltre ad avere una maggiore resistenza alle infezioni da parte di patogeni normalmente presenti nel suolo, superano più facilmente gli stress conseguenti al trapianto e all’adattamento al nuovo habitat. Le specie fungine così utilizzate, entro pochi anni riescono effettivamente a produrre i loro sporomi (in micologia viene così definito quello che comunemente è chiamato semplicemente “fungo”), ma in genere lo fanno solo nei naturali periodi di crescita, con andamento stagionale e in quantità poco convenienti dal punto di vista economico. Ecco perché la coltivazione di funghi simbionti, finalizzata alla produzione di funghi commestibili, finora si è limitata a qualche tentativo, spesso fallimentare e mai su vasta scala, in particolare per i porcini.

Nelle foto potete vedere alcune fasi della crescita “casalinga” di Pleurotus eryngii, ottenuto da un kit preconfezionato.


 

Last modified on Wednesday, 03 May 2017 14:04
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1 comment

  • Comment Link Marco Tuesday, 09 May 2017 13:45 posted by Marco

    Brava Serena. Come sempre capace e puntuale. Vien voglia di iniziare a coltivare Funghi!!
    E' una grande fortuna avere persone come te nella vita associativa! E siamo noi ad averti nel Gruppo Micologico "Il Cerchio delle Streghe"!!!!! :-))

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