La battaglia per il Regno

Monday, 10 April 2017 23:58 Written by 
Elias Fries Elias Fries

 

Pochi sanno che i funghi, nel corso delle epoche sono stati sempre organismi bistrattati, incompresi e sottomessi al regno vegetale. La loro storia in realtà è molto antica, almeno come quella delle piante. Basti pensare che esistono segnalazioni di funghi fossili risalenti al Devoniano (416,0 ± 2,8 e 359,2 ± 2,5 milioni di anni fa)! Per non parlare della notorietà che già possedevano in epoca Greca e poi Romana sia per le intossicazioni che potevano dare, che per le proprietà terapeutiche che possedevano.Ma allora, considerando che per alcuni popoli antichi, come i Maya e gli Aztechi, i funghi erano addirittura uno strumento “magico” che permetteva allo sciamano di entrare in contatto con le divinità, quando è iniziata la persecuzione e il tramonto di questo gruppo di organismi?

Fino al Seicento gli scienziati non si erano preoccupati molto di micologia. Il progresso nello studio dei funghi, rispetto a quello della botanica vera e propria, era molto modesto, essendo questo settore naturalistico considerato trascurabile. Addirittura non sapevano con chiarezza come si riproducevano, anche se avevano intuito trattarsi di vegetali del tutto particolari, e si basavano ancora sulle teorie di Aristotele (generazione spontanea senza seme).

Tuttavia, a cavallo tra Seicento e Settecento uno studioso fiorentino, Pier Antonio Micheli, fece una straordinaria scoperta. Dopo accuratissime indagini microscopiche si convinse che il segreto della riproduzione dei funghi stava nella faccia inferiore del cappello; qui scoprì "dei minutissimi semolini distribuiti … con ordine regolarissimo; e … ognuno di loro stava situato sopra una base, la quale mi fece dubitando dire: chi sa che non sia il fiore o il calice dei funghi"? Ecco scoperti basidi e spore.

Purtroppo per i funghi, però, dopo questo apice di interesse e scoperte si tornò alla totale sottomissione alle scienze botaniche. La causa di questa irrimediabile sconfitta è da attribuirsi a uno scienziato molto conosciuto: Linneo.

Egli è considerato il massimo botanico di tutti i tempi, in quanto ordinò in maniera definitiva, valida ancor oggi, tutti i vegetali sulla base di un principio-guida universalmente applicabile. Eccelso e insuperato nella botanica in genere, Linneo non fece fare passo alcuno alla micologia, anzi la danneggiò, perché non usava il microscopio e non era in grado di applicare ai funghi la ricerca basata sugli elementi sessuali come per le piante.

Nell’Ottocento uno studioso svedese, Elias Fries, capì che bisognava trovare un nuovo sistema di classificazione micologica sulla base di caratteri univoci dei funghi. Egli è unanimemente riconosciuto come il padre e il massimo esponente della moderna micologia, e oltre a descrivere migliaia di specie nuove, raggruppò i funghi in quattro grandi classi su basi filogenetiche (ovvero sulla presenza o meno di caratteri evoluti).

Solamente nel 1969 i Funghi vennero inseriti in un regno a parte. Le moderne tecniche avevano ormai permesso di evidenziare come questi organismi fossero totalmente differenti dai vegetali.

La battaglia per il regno era vinta, ma ancora oggi la micologia come scienza ha tanta strada da fare. Non soltanto per riconquistare la posizione e l’indipendenza che merita, ma anche perché ancora troppo poco si sa sui funghi (dopo gli insetti sono il gruppo di organismi più diffuso al mondo e se ne conosce solo il 5%!), e sulle potenzialità che possono avere in moltissimi campi.

 

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Last modified on Friday, 05 May 2017 23:54
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1 comment

  • Comment Link Marco Tuesday, 09 May 2017 00:05 posted by Marco

    Ho letto con grande interesse il tuo articolo. E' molto piacevole e cattura la curiosità del lettore. Lo leggerò a mio figlio! Grazie e complimenti.

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