Il Gruppo Micologico cerchio delle streghe, è nato grazie all’iniziativa di alcuni appassionati di micologia.  Il gruppo, basato sul volontariato e' perciò non a scopo di lucro, regolarmente costituitosi con proprio statuto, ad oggi conta numerosi soci e simpatizzanti uniti dalla comune passione per la micologia e dall’amore verso la natura. Questo al fine di unire le proprie esperienze, nell’intento preciso di migliorare la conoscenza in campo micologico, per poi metterla a disposizione della comunità.

cerchio

Il cosiddetto "cerchio delle streghe"

Perchè il nome "Cerchio delle streghe"

"Molte sono le leggende sorte in relazione a queste particolari manifestazioni della natura; in passato si diceva che l'erba, distribuita così regolarmente in cerchio, fosse erba stregata e per questo motivo non brucata dagli animali; altri hanno detto trattarsi di erba capace di provocare effetti allucinogeni; la bellezza del fenomeno è che, in momenti particolari, ai margini di questi cerchi nascono funghi, allora le leggende si sono adeguate, si è detto che i funghi nascevano perché in quelle zone, di notte, danzavano le streghe.
Secondo la tesi della prevalente dottrina micologica, il fenomeno è invece dovuto al micelio dei funghi che, una volta formato, tende a propagarsi attraverso terminazioni periferiche che vanno verso l’esterno. Al centro la terra rimane arida perché il micelio decomposto e svuotato dalle sostanze nutritive rappresenta un “elemento tossico”; all'esterno, invece, la vita corre e si propaga - nel corso de metabolismo del micelio viene liberata ammoniaca che, trasformata dai batteri nitrificanti in ione nitrico, agisce da concime - si forma così un cerchio di erba verde e vigorosa, dalle profonde radici che si espandono verticalmente, resistente anche ai freddi venti sotto zero. Il cerchio si allarga col tempo, finché l'opera dell'uomo (con la lavorazione della terra o con il semplice calpestio) o eventi naturali non ne interrompono il propagarsi. Alcuni cerchi delle streghe con diametro di oltre 70 metri, in America, si dice abbiano più di cento anni.
Le specie fungine in grado di essere protagoniste di un tale fenomeno sono tra le più conosciute: Clitocybe, Macrolepiota, Agaricus, Tricholoma, Lycoperdon, ma parecchi sostengono che anche i miceli di altri funghi, anche quelli più specificamente boschivi, siano in grado di propagarsi e di comportarsi in tal modo; tuttavia, non essendo presente un tappeto vegetativo uniforme, non è possibile visualizzare il fenomeno in maniera così evidente come nei prati."


(F. De Palma)

"Leggende e Mitologia"

I funghi, proprio per il fatto che sembrano spuntare dal nulla su terreno o su tronchi di piante nonché per via della velenosità e la pericolosità di talune specie e per via degli effetti allucinogeni di altre, hanno sin dai tempi antichi suscitato la fantasia degli uomini, avvolgendosi in un alone di magia e mistero e divenendo protagonisti di credenze e leggende popolari.Secondo alcune credenze, infatti, si afferma che i funghi che crescono in "cerchio" siano generati da danze notturne di streghe o di gnomi ("cerchio delle streghe").Nella Cina antica, ad esempio, il fungo ku o chih era considerato simbolo di lunga vita, magico, divino e legato in qualche maniera all'immortalità.GliAztechi ed i Maya consideravano i funghi allucinogeni "carne divina", per le loro proprietà allucinogene.Anche nell'antica Grecia, come in Cina, il fungo era considerato simbolo di vita e pertanto divino.
Narra infatti una leggenda che l'eroe Perseo, dopo un lungo viaggio, trovandosi stanco ed assetato, si poté rifocillare con dell'acqua raccolta all'interno del cappello di un fungo; per questo motivo decise di fondare in quel posto una nuova città che chiamò
Micene (che deriverebbe così da μύκης mýkēs = fungo), dando vita alla civiltà micenea.Invece nella Roma antica il fungo, pur apprezzatissimo per le sue qualità culinarie (ad esempio l'Amanita caesarea), diventò anche simbolo di morte: sono vari gli episodi tra leggenda e realtà legati alla concezione funesta dei funghi. Si narra ad esempio che l'imperatore Claudio era così ghiotto di funghi che morì proprio a causa di questi: la moglie Agrippina, conoscendo questa sua debolezza culinaria e desiderando mettere sul trono, al suo posto, il figlio di primo letto Nerone, lo avrebbe fatto avvelenare proprio con dei funghi velenosi.La mitologia nordica, invece, narra che una volta Odino era inseguito dai diavoli e le gocce di bava rossa che cadevano dalla bocca di Sleipnir, il suo mitico cavallo ad otto zampe, si trasformarono magicamente in funghi rossi.In Siberia, come racconta James Arthur, un etnobiologo di fama internazionale, "gli sciamani usavano e usano il fungo Amanita muscaria come un sacramento religioso. Essi - dice - entrano attraverso un'apertura del tetto e portano questi funghi (allucinogeni) in grandi sacchi". Sono vestiti di rosso e bianco, i colori dell'Amanita, che in Siberia cresce nei boschi di conifere.

(fonte:Wikipedia)